“Voglio cambiare, ma ho paura”
Ci sono momenti in cui senti che qualcosa non va più, ma non sai bene da dove iniziare.
La situazione in cui ti trovi non ti soddisfa, eppure cambiare fa paura.
A me è successo così.
Andavo avanti, facevo quello che dovevo fare, ma giorno dopo giorno la sensazione di pesantezza aumentava.
Mi svegliavo stanco, frustrato, con poca voglia. E neanche il weekend bastava più a farmi sentire meglio.
Dentro di me iniziavano a comparire pensieri diversi.
Idee, sogni, possibilità.
Le mettevo da parte, come in un cassetto.
Da una parte c’era una realtà che non sopportavo più, dall’altra qualcosa che desideravo ma che non avevo il coraggio di tirare fuori.
E così passavano le settimane.
I mesi.
Gli anni.
Sapevo cosa mi avrebbe fatto stare meglio, almeno in parte.
Ma avevo paura.
Paura di sbagliare, paura dell’ignoto, paura di lasciare una routine che mi faceva stare male ma che almeno era conosciuta.
La mia mente era bravissima a ricordarmi tutto quello che poteva andare storto.
“E se cambi e va peggio?”
“E se non è la scelta giusta?”
Questo mi teneva fermo. E più restavo fermo, più crescevano ansia e frustrazione.
A un certo punto ho capito una cosa importante:
io vedevo il cambiamento come qualcosa di improvviso, radicale, quasi pericoloso.
Come se cambiare significasse stravolgere tutto da un giorno all’altro.
In realtà non funziona così.
Ho capito tre cose fondamentali:
non serve fare la scelta perfetta, ma quella migliore per ora
il cambiamento non è immediato, è graduale
se è troppo brusco, la mente fa resistenza
Il cambiamento vero avviene nella normalità.
È silenzioso.
All’inizio sembra quasi insignificante.
Ho iniziato da una cosa semplice: scrivere.
Ho messo su carta tutto ciò che non volevo più e tutto ciò che desideravo.
Non per decidere una direzione definitiva, ma per renderla visibile.
Scrivere chiarisce.
E mentre scrivi, senti se quello che stai mettendo giù è davvero tuo o se arriva da aspettative esterne.
Poi è arrivata la parte più difficile: agire.
Non in grande. In piccolo.
Ho capito che non dovevo diventare un’altra persona.
Dovevo restare me stesso, con le mie fragilità e abitudini, ma fare ogni giorno un passo dell’1% verso la direzione che avevo scelto.
Ho iniziato a segnare piccoli obiettivi quotidiani, anche banali.
Talmente piccoli da non fare paura.
Li prendevo come un gioco. E la sera, spuntarli, mi dava un senso di continuità.
Se senti di essere in un punto simile, forse non serve decidere tutto adesso.
Puoi semplicemente fermarti e chiederti:
– Cosa, oggi, mi pesa più di tutto?
– Qual è un passo così piccolo da non farmi paura?
– Questa direzione è davvero mia o arriva da qualcun altro?
Non serve rispondere subito. A volte basta tenere aperte le domande.
Il cambiamento, per me, è stato questo:
non una svolta, ma una somma di micro-scelte.
Se senti di voler cambiare ma hai paura, forse non serve fare tutto subito.
Forse serve solo iniziare a muoversi, lentamente, senza tradirti.
La direzione può cambiare.
Il passo, invece, puoi farlo oggi.
A presto.