Le parole che usi con te stanno costruendo la tua realtà.

All We Have Is Words All We Have Is Worlds lighted signage at night
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In questo periodo mi sto soffermando, tra tante cose, sulla potenza delle parole.

In alcune situazioni, soprattutto nei momenti delicati per noi, possiamo usare parole sbagliate che finiscono per provocarci ansia e stress.

Per molti anni ho sofferto di forte ansia.
Non solo per situazioni “importanti”, ma anche per cose molto semplici: il dentista, uscire in posti nuovi con gli amici, la discoteca, esami universitari, conoscere nuove persone.

Ogni volta, in queste situazioni, sentivo un’ansia forte che mi destabilizzava e mi annientava.
Mi annientava per due motivi.
Il primo: non capivo da dove nascesse, perché razionalmente erano situazioni tranquille.
Il secondo: non riuscivo a calmarla in modo sano. Sapevo come farla uscire, ma non era qualcosa di positivo (vomito).

E così, con un effetto valanga, diventava sempre più grande.
Si presentava sempre più spesso e mi bloccava, impedendomi di vivere davvero la realtà.

Quando ho capito che stava diventando insostenibile, ho deciso di lavorarci e di farmi aiutare da una psicologa.
La prima fase è stata forse la più frustrante, perché capire da dove derivassero quelle ansie ha richiesto tempo.

Durante le sedute e nei giorni successivi, però, ho iniziato a notare una cosa importante:
non conoscevo altre emozioni oltre l’ansia.

Ho iniziato a osservare quello che mi succedeva dentro con una lente d’ingrandimento.

Non avendo un vero bagaglio emotivo, non riuscivo a distinguere le sfumature.
Quella che chiamavo “ansia” era in realtà un contenitore enorme dentro cui mettevo tutto: paura, agitazione, insicurezza, aspettativa, rabbia repressa.

Per ignoranza emotiva le chiamavo tutte allo stesso modo.

Nel frattempo ho provato anche esercizi di respirazione, devo dire che nel breve periodo aiutavano, ed erano un’ottima arma nei momenti più intensi.

Ed è proprio qui che è iniziato il cambiamento.

Ho usato la parola “arma”.
Dicevo che la respirazione era un’ottima arma contro l’ansia.

E mi sono fermato proprio su quella parola.

Ho capito che le emozioni non sono né positive né negative.
Siamo noi, con le nostre etichette, a definirle così.
Usare il termine “arma” mi metteva automaticamente in modalità combattimento. Dovevo sconfiggere l’ansia.

Ma se combatto un’emozione, sto combattendo una parte di me.

Da questa riflessione ho iniziato ad approfondire due temi: le emozioni e le loro sfumature, e la neuro linguistica.

Sulle emozioni ci arrivo tra poco parlando di un evento specifico che ho vissuto la settimana scorsa.

Sulla neuro linguistica ho capito una cosa semplice ma potente:
ogni parola crea un’immagine nella nostra mente.
Dire la stessa cosa con parole diverse può generare sensazioni completamente diverse.

Dire:
“È una giornata schifosa piena di problemi”
non è uguale a dire:
“È una giornata non semplice, con diversi impegni.”

Il significato è simile, ma l’effetto interno cambia, vero?

La prima frase mi rende passivo, mi blocca e tendente alla lamentela.
La seconda mi mette in una posizione più attiva.

E arrivo alla scorsa settimana.

Per la prima volta nella mia vita sono andato a sciare.
Non avevo mai sciato e, come dicevo prima, le esperienze nuove per me erano terreno fertile per l’ansia.
La memoria mi ha riportato lì.
E l’ansia ha bussato alla porta della mia pancia.

Questa volta, però, avevo un bagaglio diverso.

Mi sono seduto con un foglio davanti e ho scritto:
“Vado a sciare. Perché dovrei essere ansioso? Quale altra emozione potrebbe esserci?”

Dopo un po’ ho trovato la parola giusta: entusiasmo.

Così ho iniziato a ripetermi, invece delle solite frasi automatiche:
“E se mi viene l’ansia?”
“Ho l’ansia.”

Le ho sostituite con:
“Sono entusiasta di andare a sciare.”
“Sono curioso di provare qualcosa di nuovo.”

E, senza magia ma con consapevolezza, qualcosa è cambiato.
Sia nell’attesa del weekend, sia nei momenti in cui ero in difficoltà sugli sci.

Non è sparito tutto.
Ma non ero più in guerra con me stesso e ho dato un nome diverso a quella sensazione che definivo sempre in quel modo.

Quello che sto imparando è di avere cura delle parole che uso con me stesso.
Perché ogni parola produce un effetto diverso.
Può essere una condanna.
Oppure può essere uno spazio più ampio in cui respirare.

Nei prossimi articoli vorrei approfondire anche un altro aspetto legato alle parole e frasi che molto spesso utilizziamo come le generalizzazioni che ci ripetiamo senza pensarci.
“Faccio sempre schifo.”
“Non sono capace di fare nulla.”
“Sbaglio sempre.”

Frasi che diciamo con leggerezza senza pensarci, ma che leggere non sono.

Se sei arrivato o arrivata fin qui, significa che qualcosa ti ha risuonato.

E questo, per me, ha già un grande valore.

Spero possa esserti utile nel tuo percorso.

A presto.