Fissare gli obiettivi può darci la possibilità crescere.
Avere una direzione può darci quella spinta e motivazione che stiamo cercando da tempo.
Chi di noi il primo dell’anno o durante l’estate non ha fatto una lista mentale dei buoni propositi da portare avanti? E quanti di noi hanno iniziato e portato a termine questi sogni?
Li chiamo sogno perché, molte volte, rimangono pensieri senza un piano e finiscono per lasciarli nel cassetto. Ma il cassetto prima o poi si riempie e, sopratutto quando cresciamo, sentiamo questo peso e questo rimorso di non aver fatto o raggiunto un determinato traguardo.
Nella mia esperienza, di sogni ne avevo tanti, forse anche troppi però gli anni passavano e i sogni rimanevano sogni. E rimanevano tali perché, come ho detto prima, non passavo all’azione e per questo il tempo passava ed io rimanevo sempre lì.
Così, alla fine del 2025 ho deciso di prendere carta e penna e ho iniziato a descrivere i miei obiettivi. Prima di passare alla pratica mi sono fatto un full-immersion su tutto quello che riguarda gli obiettivi. In questo articolo, darò le mie considerazioni facendo un’introduzione su quello che ci serve per impostarli al meglio e negli articoli successivi entrerò più nello specifico.
Durante questo periodo di chiusa su tutto quello che riguarda gli obiettivi sono andato a scavare diverse motivazioni per il quale non ho mai deciso di prendere in mano i miei obiettivi e raggiungerli ma non mi sono dato una motivazione chiara. Ho pensato che forse non ci ho provato perché avevo paura di fallire o perché avevo paura del giudizio altrui e questo mi bloccava nel prendere una direzione. Ma continuando in quella strada, non provando, mi auto-convincevo di non farcela, di non avere le qualità per farlo, di non essere in grado però era un’auto-esclusione senza averci provato veramente.
Forse, anche perché, come ho detto in un articolo precedente, ho sempre pensato che raggiungere un obiettivo o fare un cambiamento fosse istantaneo e questo mi sembrava faticosissimo.
Da questo percorso ho capito che impostare gli obiettivi e delle abitudini che ti portano al raggiungimento di esso è il passo più trasformatrice che ci possa essere e serve per ridurre la nostra procrastinazione e aumentare la motivazione.
Per questo il primo gennaio mi sono seduto e con carta e penna ho buttato giù l’obiettivo che volevo raggiungere. L’ho espresso più specifico possibile e più chiaro possibile così da non esserci fraintendimenti o vaghezze. Partendo dall’obiettivo sono andato a chiarire e scrivere una sorta di scaletta e passi da seguire per raggiungerlo, andando a capire anche quale abitudini devo adottare per non complicare drasticamente la mia vita.
Fissare piccoli obiettivi e abitudini, come dico sempre anche banali ma che portano ad aggiungere un piccolo tassello per l’obiettivo principale, ha aumentato la motivazione e l’auto efficacia. Infatti, da qui ho capito che in passato attivavo un circolo vizioso che mi bloccava. Non iniziavo perché non credevo di avere le capacità per farcela, invece, per incrementare la fiducia ho creato tutti questi mini obiettivi che mi tenevano in una costante motivazione.
La parte fondamentale è nella scadenza. Il mio obiettivo ha una scadenza entro il quale devo raggiungerla, altrimenti, non avendo una dead line, si inizierà a rimandare e ritardare o sospendere l’arrivo.
Fondamentale: l’obiettivo che mi sono prefissato deve essere in linea con i miei valori e non con quelli di qualcun altro. Altrimenti, prima o poi il nostro corpo lo rigetterà e soffriremo per questo. Questa p stata la parte più complicata perché sono andato a domandarmi se questo è un mio obiettivo o di persone a me vicine o di qualcuno che ho visto sui social. Alcune volte, per il nostro bene, i nostri genitori ci guidano e ci indirizzano in un percorso che per loro è quello ideale. Non lo fanno con cattiveria, anzi, per loro, visto che forse è la strada che conoscono meglio di tutte, consigliano quella perché pensano che sia la migliore e quindi ci guidano in quella direzione. Molte volte, il loro obiettivo diventa il nostro senza però volerlo veramente. Ci convinciamo sia il nostro ma andando avanti sentiamo qualcosa che non va e che forse volevamo fare tutt’altro. Per questo mi sono domandato molte volte se questo era veramente mio o una convinzione che mi è stata passata da fuori.
Fissarci una direzione e un obiettivo ci da la strada nei momenti confusi. Ci da una linea da seguire anche quando è una di quelle giornate non semplici.
Concludo dicendo che, se non sappiamo dove andare tutto ci sembra importante, che ogni direzione possa essere per noi un opportunità e questo finisce di bloccarci. Come un bambino che si ritrova in un negozio pieno di caramelle: rimane a bocca aperta senza fare nulla o al contrario prende un po’ di tutto senza però soffermarsi davvero sulla caramella che preferisce veramente. Fissiamo quello che conta davvero per noi e avviciniamoci piano piano ogni giorno, altrimenti, se non lo facciamo noi, purtroppo, sceglierà qualcun altro per noi. Se non sappiamo in che direzione andare, l’esterno ci guiderà a suo piacimento e questo sarà una scommessa perché ci potrebbe andare bene o molte volte non ci piace e quando lo capiamo è troppo tardi.
Nei prossimi articoli andrò a schematizzare tutto questo andando a fare degli step che ho seguito per fissare al meglio l’obiettivo, le domande che mi sono posto e come l’ho diviso in piccoli step fino alla data di scadenza.
Nel frattempo, spero ti sia stato utile e spero ti dia la forza di metterti davanti ad un foglio bianco ed iniziare ad ascoltarti veramente e capire dove vuoi andare.
A presto.