Come prendere decisioni che siano davvero tue.
Per anni ho portato avanti tutto in contemporanea.
Progetti, idee, situazioni aperte. Davo una piccola percentuale a tutto, convinto che tenere tutto in piedi fosse una forma di intelligenza. Poi mi fermavo, guardavo indietro, e capivo che non mi ero mosso da nessuna parte. Avevo distribuito l'energia su tutto, e non era arrivata da nessuna parte.
Il problema non era la mancanza di impegno. Era che non riuscivo a scegliere. E non riuscivo a scegliere perché scegliere mi sembrava perdere.
Scegliere una cosa significava rinunciare a tutto il resto. E quella sensazione, quella che qualcuno chiama FOMO, mi teneva in sospeso. In un limbo dove niente avanzava davvero.
Ho capito una cosa andando a fondo su questo meccanismo.
Il problema non era la decisione. Era che le mie decisioni non partivano da me.
Partivano dall'umore del momento. Dal livello di energia di quella mattina. Dalla paura di sbagliare, o dalla voglia improvvisa di fare qualcosa di diverso.
Lo vedo ancora oggi nelle cose piccole. Sono stanco dopo una giornata pesante? La dieta può aspettare domani. È andata bene al lavoro e mi sento leggero? Posso spendere un po'. Sembrano scelte banali, ma è lo stesso meccanismo che governa anche le decisioni grandi. Quelle che rimangono ferme nella testa per settimane, che ingigantiscono, che diventano così pesanti da non riuscire più a muoverle.
La svolta è arrivata quando ho smesso di chiedermi "cosa voglio fare" e ho iniziato a chiedermi "chi voglio essere".
Ho preso un foglio e ho scritto i miei valori. Non in astratto, non come esercizio da manuale. Ho cercato di capire cosa conta davvero per me, in che direzione voglio andare, cosa non voglio tradire.
Da quel momento, ogni decisione difficile è diventata una sola domanda: è coerente con chi voglio essere?
Non con come mi sento in questo momento. Non con cosa pensano gli altri. Con chi voglio essere.
E ho notato una cosa interessante: quando una decisione è allineata con i tuoi valori, anche se è impegnativa, la prendi con una qualità diversa. Non sparisce la fatica. Ma c'è qualcosa sotto che regge.
Se la paura è ancora lì e non riesci a muoverti, c'è un passo semplice che mi ha aiutato molto. Rendila concreta. Scrivila. Su un quaderno, nelle note del telefono, come promemoria. Dilla ad alta voce a qualcuno di cui ti fidi.
Tirare fuori una decisione dalla testa e metterla nel mondo cambia qualcosa nel modo in cui la percepisci. Non è più solo un pensiero che gira. Diventa qualcosa di reale con cui fare i conti.
E una volta presa la direzione, vai. Senza continuare a chiederti se hai fatto bene o male. Quel limbo è la prima forma di procrastinazione dopo aver deciso. Se la direzione è tua, fidati. Se nel tempo cambia qualcosa, la aggiusti mentre cammini.
Le decisioni migliori che ho preso non erano quelle più sicure. Erano quelle più oneste.
Prova questa settimana: scrivi tre valori che senti tuoi davvero. Poi guarda una decisione che stai rimandando e chiediti se c'è un filo che li collega. Spesso la risposta è già lì.
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A presto,
Fabio